Venite a Lusignana

Quando a fine estate mi viene chiesto dove ho passato le ferie si ripete ogni anno  la stessa domanda: ma non ti annoi a stare così tante settimane nello stesso posto?

Le due frazioni del borgo di Lusignana

 

A questa domanda ho cercato di dare una risposta, che credo valga per  tutti coloro che come me tornano al paese e spero valga per tutti i lusignanesi nel mondo.

Il paese  è bello, e questo non è un merito nostro ma un regalo che ci è stato fatto e come tutti  i regali occorre conservarlo e mantenerli in buono stato.

Così hanno fatto i nostri compaesani che seppur andati per il mondo – come operai come mio nonno che è morto a 33 anni dopo aver lavorato nelle miniere di zolfo degli Stati Uniti  o come Istitutori alla Corte di Vienna – non si sono mai dimenticati del nostro paese e così  oggi ciascuno di noi cerca di fare altrettanto : conservando una pietra, un campo, tagliando  un albero che è cresciuto troppo si perpetua i il ricordo di chi non c’è. Questo vale in modo particolare per il nostro Cimitero e la nostra Chiesa che con il suo campanile appena restaurato ci invita a sperare nel futuro.

La chiesa di Lusignana, in lontananza

Importante è anche l’esperienza di vita collettiva che si può sperimentare: nessuno è mai solo di fronte alle difficoltà,  che siano la mancanza del  sale o l’assistenza  nella  malattia. Questo senso della comunità ci deriva dalla storia: ci sono i Beni  comuni proprio per permettere a tutti di vivere, c’erano le giornate della comunità destinate al ripristino delle strade o delle Maestà  e anche oggi  cerchiamo di mantenere con un impegno che coinvolga tutti. Abbiamo così degli appuntamenti che sono irrinunciabili da sempre: la festa di San Vincenzo e Anastasio, i nostri patroni, la Madonna del Carmine, San Rocco… e  qualcun altro che ci siamo creati noi, la cena dei lusignanesi,  la gita al Lago Santo, la Messa dell’arrivederci alla Colletta, la Serata al Martinello, ma anche  mostre, dibattiti come si può vedere dal programma di ogni anno.

Fondamentali sono poi i valori che abbiamo imparato e che mi piace condividere : ad esempio è impensabile da noi che chi prende un impegno non lo mantenga , ma è anche impensabile per chi è nato qui vantarsi di un successo, ostentare ricchezza e conoscenza: l’uguaglianza di tutti gli uomini è veramente parte della nostra cultura.

Non a caso Dante dice della gente di Lunigiana – area cui il mio paese appartiene – parlando a Currado Malaspina, nobile del luogo – Canto VIII 118-132

«Oh!», diss’ io lui, «per li vostri paesi
già mai non fui; ma dove si dimora
per tutta Europa ch’ei non sien palesi
?

La fama che la vostra casa onora,
grida i segnori e grida la contrada,
sì che ne sa chi non vi fu ancora;

e io vi giuro, s’io di sopra vada,
che vostra gente onrata non si sfregia
del pregio de la borsa e de la spada.

Uso e natura sì la privilegia,
che, perché il capo reo il mondo torca,
sola va dritta e ‘l mal cammin dispregia».

Noi, ogni anno, tornando qui, cerchiamo di respirare un po’ dell’aria che ci renda poi, per il resto dell’anno, degni di meritare oggi questo giudizio del passato…

Loredana Sarti

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